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Centro storico di San Pio Delle Camere

Breve Relazione storica su San Pio delle Camere
 
1001.  Nascita di S. Pio delle Camere, anno in cui tra il paese viene donato dal conte Oderisio I al convento benedettino di Bominaco. Si chiama “Villa S. Pio”, fa parte del contado di Valva ed è suddito del Sacro Romano Impero. Conta una decina di famiglie.

1092. S. Pio viene ceduto da Ugo Di Gerberto al monastero benedettino di S. Benedetto in Perillis ed insieme ad esso è donato a Giovanni vescovo di Valva ed alla chiesa di S. Pelino in Corfinio. Nel secolo successivo, per effetto dell’invasione normanna, S. Pio entra a far parte del regno di Sicilia.

1173. Il paese viene infeudato da Guglielmo II e concesso ai fratelli Gentile e Gualtiero, signori di Poppleto (oggi Coppito).

1254. E’ incluso, per ordine dell’imperatore Corrado IV, nella lista dei Castelli che devono costruire l’Aquila, ma non concorre alla sua fondazione. Quando Celestino V viene investito Sommo Pontefice, Carlo II d’Angiò, per ingrandire il contado dell’Aquila, vi annette alcuni castelli, tra cui quello di S. Pio che passa conseguentemente sotto la giurisdizione dell’Aquila.


14 Aprile 1424.  Braccio da Montone distrugge S. Pio perché irritato dalla lunga resistenza che i suoi abitanti hanno saputo opporgli.

Il XVI secolo vede il paese coinvolto in un’incessante serie di passaggi di proprietà.

1529. Carlo V toglie tutti i castelli all’Aquila, rea di aver accolto festosamente l’esercito francese, e li distribuisce ai suoi capitani. S. Pio viene concesso al capitano Camillo Caracciolo.

1558. Il castello viene acquistato da Diomede Carafa, nipote del papa Paolo IV; pochi anni dopo  viene comprato da Giovan Vincenzo de’ Paoli .

1587. Diviene proprietà di Ettore Caracciolo che chiede alla corte, ed ottiene, di poter acquistare gli undici castelli che erano stati concessi a Diomede Carafa.

1611. La chiesa di S. Pio, per decreto della Sacra Rota si distacca dalla chiesa di S. Liberatore, detta di S. Pietro, in Caporciano e diventa parrocchia.

1656. All’infuriare della peste anche S. Pio conta numerose vittime.

All’inizio del XVIII secolo il paese, per accordo intervenuto tra i Celestini di Collemaggio e il Vescovo dell’Aquila, entra a far parte della diocesi aquilana; per quasi 80 anni il castello conosce una discreta tranquillità sotto l’ininterrotto baronato dei Del Pezzo, fino all’abolizione definitiva del feudalesimo nel 1806 in virtù della nuova legislazione napoleonica.

Nel 1860 l’Abruzzo è annesso all’Italia; nel 1867si effettuano a S. Pio le prime libere elezioni e si elegge il primo sindaco: Sidoni Vincenzo. Nel 1880 avviene la ricostruzione della chiesa parrocchiale.

E’ in questo secolo e agli inizi del successivo che il paese conosce il suo massimo splendore economico e sociale; con il fenomeno dell’emigrazione inizia il rapido spopolamento del centro abitato, il declino delle attività economiche e del tasso di natalità, che caratterizzano tutt’oggi il profilo qualitativo del paese.

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